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Qual è la ricetta per un FKT di successo?

Adam Peterman e il Grand Canyon: una ricerca della Storia, una battaglia contro la Natura

Il Grand Canyon: uno dei paesaggi più spettacolari e intimidatori al mondo. Vasto, selvaggio e spietato. Nel cuore di questo parco iconico si trova una sfida leggendaria, la Rim-to-Rim-to-Rim, o "R2R2R". Questo percorso di corsa sui sentieri si estende per 67 km (42 miglia) con 3.350 metri (11.000 piedi) di dislivello. Il percorso parte dal bordo sud del canyon, scende fino al fiume Colorado, risale fino al bordo nord e poi riporta i corridori al punto di partenza.

Sulla carta, questo percorso è sufficiente a far venire i brividi a chiunque. Eppure ogni anno avventurieri e ultratrailer da tutto il mondo affrontano questo sentiero leggendario. Ma per i più ambiziosi, finire non basta. Il loro obiettivo? Battere il record del Fastest Known Time (FKT*) e incidere il proprio nome nella storia.

Il 7 novembre, Adam Peterman, atleta americano e astro nascente dell’ultra-trail, ha tentato di battere il record della R2R2R. Terzo alla CCC 2024 e vincitore della Western States nel 2022, aveva tutte le carte in regola per il successo. Ma a volte, anche con una preparazione pianificata nei minimi dettagli, la natura detta le sue regole.

Quali ingredienti servono perché tutto si allinei il giorno di un FKT? Spoiler: serve molto più che un buon paio di gambe.

*Per i non iniziati, un FKT non ha nulla a che vedere con una gara tipica. Nessuna partenza di massa, nessun podio, nessun pubblico. È una sfida affrontata al di fuori delle competizioni ufficiali, spesso su sentieri leggendari come la R2R2R. L’obiettivo? Essere il più veloce sul percorso.

Primo ingrediente: preparazione meticolosa

Un FKT è una sfida personale, un’avventura su misura per spingersi oltre i propri limiti. In un tentativo di FKT, la logistica è importante quanto l’allenamento. La pianificazione è fondamentale, poiché getta le basi per un possibile successo. Il 90% del lavoro si svolge prima e solo il 10% il giorno del FKT.

Per Adam Peterman non c’era spazio per l’improvvisazione nella sua ricerca del FKT sulla R2R2R. Ogni dettaglio contava: ogni Näak Drink Mixes, ogni capo d’abbigliamento, ogni elemento dell’attrezzatura era stato accuratamente testato e preparato. Nulla era lasciato al caso di fronte alle sfide del Grand Canyon.


Secondo ingrediente: il meteo

Uno dei vantaggi del FKT è la sua flessibilità: scegli tu il giorno, l’ora e le condizioni che ti sembrano ideali. Ma è comunque una questione di fortuna. Il meteo imprevedibile può diventare un ospite inatteso, capace di mandare all’aria tutti i piani all’ultimo momento. È l’ingrediente chiave che può determinare il successo o il fallimento di un tentativo FKT.

Il 7 novembre, le previsioni annunciavano condizioni miti. Tuttavia, il giorno stesso, un’improvvisa ondata di freddo ha colpito l’Arizona, sconvolgendo completamente il tentativo di Adam Peterman. Il meteo può fare davvero la differenza in un FKT, soprattutto quando si compete contro il record di Jim Wamsley (attuale detentore del FKT R2R2R in 5:55:20).

Mentre Adam Peterman si avvicinava al North Rim del canyon, le condizioni diventavano sempre più ostili: neve intensa, venti gelidi e freddo pungente. Quando entrano in gioco gli elementi, anche i runner più preparati raggiungono rapidamente i propri limiti. Più tardi, Adam Peterman avrebbe ammesso: "Non era la giornata giusta."

Terzo ingrediente: il team di supporto

Un FKT di solito è una corsa in solitaria, ma si vive come una squadra. A differenza delle gare organizzate con punti di ristoro fissi e volontari, il successo di un FKT dipende interamente dalla pianificazione dell’atleta e dal supporto del proprio team. Invisibile ai più, il team è il motore silenzioso che gestisce la logistica, offre supporto morale e a volte garantisce la sicurezza. Senza di loro, la sfida diventa ancora più dura.

Durante il suo tentativo al Grand Canyon, Adam Peterman si affidava al suo team di supporto che lo aspettava al North Rim, a metà percorso, per fornire rifornimenti, abbigliamento asciutto e una dose di incoraggiamento. Ma le condizioni erano così pessime che il team dovette andarsene. Quando Adam Peterman arrivò, tutto ciò che aveva erano i suoi indumenti mezzi congelati Näak Drink Mixes e la determinazione a continuare. La loro assenza si è fatta sentire profondamente.

Quarto ingrediente: la mentalità

La mentalità, una forza invisibile ma fondamentale per raggiungere un FKT. Quando il corpo raggiunge i suoi limiti, è la mente a prendere il sopravvento, facendo la differenza tra continuare o mollare.

Per Adam Peterman, l’aspetto mentale è stato una forza fin dai primi passi della sua sfida. La sua determinazione lo ha spinto al North Rim in sole 3 ore. Ma le condizioni difficili e la mancanza di nutrizione hanno gradualmente prosciugato le sue risorse mentali. A metà discesa, Adam Peterman ha deciso di fermarsi. "Bisogna ascoltare il proprio corpo e capire quando non è la giornata giusta," ha confessato. Una scelta difficile, ma piena di saggezza, che riflette la maturità necessaria per affrontare queste sfide. Questa decisione sta già preparando la strada per un nuovo tentativo?

Quando tutto deve allinearsi

Tentare un FKT è molto più di una semplice corsa contro il tempo. È una sfida in cui tutto, assolutamente tutto, deve allinearsi per avere successo. Nell’ultra-trail questa è la dura realtà: se le condizioni non si allineano perfettamente il giorno della gara, il tuo obiettivo può restare irraggiungibile.

Per Adam Peterman, questo tentativo era solo il primo capitolo. "So cosa devo migliorare. E so che tornerò."

Una dichiarazione che racchiude l’essenza stessa di questo tipo di sfida: accettare il fallimento come parte del percorso, imparare da ogni esperienza e tornare più forti.

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