L'Everesting di Elliot Cardin

  • Going the distance

Sabato 31 ottobre è Halloween. Possono accadere cose straordinarie, a volte difficili da credere: fantasmi, non morti, streghe...


È però una sfida mostruosamente reale quella che attende l'ultra runner e ambasciatore Näak Elliot Cardin (@elliotcardin) in quella giornata. Tenterà, con l'aiuto del team Näak, di battere il record mondiale di dislivello positivo di 8848 metri, l'altitudine simbolica dell'Everest. Si tratta di un'impresa molto ardua, perché secondo la rivista Runner's World solo 154 runner sono riusciti a completare questa scalata a piedi, sebbene questa sfida sia relativamente comune nel mondo del ciclismo. È questa sfida, raccolta dai trail runner più coraggiosi, a portare il nome di Everesting.


Il record canadese per una tale scalata, attualmente detenuto dal campione mondiale di obstacle race Ryan Atkins (@ryanatkinsdiet), è di 11h19. Nel luglio 2020, il campione del mondo e atleta multidisciplinare ha compiuto questa impresa sul Monte Sutton, situato in Quebec e molto frequentato dai runner locali. È sulla stessa montagna che Elliot Cardin cercherà di battere il suo record: "Sutton è vicino a casa mia e amo questa montagna. È perfetta per questo tipo di sfida con una pendenza del 25%. Non troppo ripida, non troppo piatta e non molto tecnica. Perfetta per andare veloce e accumulare dislivello positivo!", ci confida.


La salita è lunga 0,97 km e offre 250 m di dislivello. Per raggiungere un'altitudine di 8848 metri, il quebecchese dovrà percorrerla 36 volte, in salita e in discesa, per un totale di quasi 70 km. "Brucerà un po'", dice con un eufemismo.


Ma il giovane studente di naturopatia non arriva dal nulla. Nel 2017 si è fatto un nome arrivando 2° alla Bear Mountain 80K a New York. L'anno successivo ha compiuto un'altra impresa vincendo l'UTHC 65K. All'inizio del 2020 ha ottenuto il 3° posto alla Black Canyon Ultra e ha ricevuto un golden ticket per la Western States 2021, una gara iconica nel mondo dell'ultra endurance.


È preparato anche fisicamente e mentalmente: grazie alle sue molteplici esperienze nell'ultra endurance e a molti anni di veganesimo, è l'incarnazione di "Mens sana in corpore sano". Si allena da settembre per questa grande sfida: dopo aver completato la 125K Harricana e la 45K Beluga Trail, si stava preparando per la 160K Bromont Ultra, che è stata infine annullata. L'allenamento cambia insieme all'obiettivo, ed è così che è nato il progetto Everesting per il runner.


Anche il team Näak sarà presente: "Ho la fortuna di avere sponsor che mi sostengono molto e questo è vero al 100% con Näak. Il team è dinamico e sempre pronto a impegnarsi nei miei progetti. [...] Per me, Näak è più di un semplice sponsor, è il mio gruppo di amici su cui posso sempre contare". In effetti, il runner beneficerà di supporto nutrizionale, tecnico e morale da parte di Näak: le barrette Ultra Energy™ e la polvere proteica Ultra Recovery™ saranno ovviamente presenti, ma ci saranno anche un preparatore atletico che fornirà esperti consigli esterni, un nutrizionista che guiderà il 'cosa', 'come' e 'quando' della sua alimentazione, runner che saliranno e scenderanno per accompagnarlo in ogni passo, e amici che lo incoraggeranno e sosterranno, tutti uniti attorno all'epica avventura per rendere Elliot Cardin il futuro detentore del record mondiale.

 

Il runner si sente fiducioso, pronto a fornire una buona prestazione: "Sono riposato, ho fatto un buon allenamento e il mio test pre-sfida ha avuto successo". Spera tuttavia che la sua recente sindrome della bandelletta ileotibiale, che lo ha rallentato molto nelle gare del 2020, non ponga problemi per questa sfida particolarmente impegnativa per ginocchia, caviglie e polpacci.

 

Per far parte dell'avventura: @naakbars @elliotcardin

Condividi

Read also